Strategia dell'idrogeno

Nel documento EU è scritto che l’idrogeno “pulito” potrebbe soddisfare il 24% della domanda mondiale di energia entro il 2050, con un fatturato annuo dell’ordine di 630 miliardi di euro.

Inoltre si chiariscono gli obiettivi europei: installare elettrolizzatori per contare almeno su 6 GW di idrogeno rinnovabile nell’UE entro il 2024 e su 40 GW entro il 2030.

Inoltre si punta ad arrivare a produrre fino a 1 milione di tonnellate di idrogeno rinnovabile, per decarbonizzare la produzione di quello esistente, per esempio nel settore chimico, e facilitare l’assorbimento del consumo in nuove applicazioni finali come altri processi industriali e nei trasporti pesanti.

In questa fase, la produzione di elettrolizzatori, anche di grandi dimensioni (fino a 100 MW), deve essere aumentata. Questi potrebbero essere installati accanto ai centri di domanda esistenti nelle raffinerie più grandi, nelle acciaierie e nei complessi chimici.

Tuttavia, al momento, né l’idrogeno rinnovabile né l’idrogeno a basso contenuto di carbonio, in particolare l’idrogeno a base fossile con “cattura” del carbonio (mediante CCS – Carbon Capture and Storage), sono competitivi in termini di costi rispetto all’idrogeno a base fossile. Quelli stimati oggi per quest’ultimo si aggirano intorno a 1,5 euro al chilo per l’UE, fortemente dipendenti dai prezzi del gas naturale, senza considerare il costo della CO2. La quotazione attuale per l’idrogeno a base fossile con la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica si aggira su circa 2 euro/kg, e per l’idrogeno verde si arriva a 2,5-5,5 euro/kg.

Però, i fattori tempo e innovazione tecnologica giocano a favore del green hydrogen: i costi degli elettrolizzatori sono già stati ridotti del 60% negli ultimi dieci anni e si prevede che dimezzeranno nel 2030 rispetto a oggi.

Per contare su uno sviluppo concreto della produzione e trasmissione, l’idrogeno avrà bisogno di vari attori. “La politica si concentrerà sulla definizione del quadro normativo per un mercato dell’idrogeno liquido e ben funzionante e sull’incentivazione sia della domanda che dell’offerta nei mercati guida – si spiega nella Strategia – La European Clean Hydrogen Alliance contribuirà a costruire una solida catena di investimenti.

Nell’ambito del piano di ripresa della Commissione, gli strumenti di finanziamento della Next Generation EU, che comprende il programma InvestEU e la ETS Innovation Fund, aumenterà il sostegno finanziario e permetterà di colmare il divario di investimenti per le energie rinnovabili causato dalla crisi conseguente alla pandemia Covid-19.

In una seconda fase, dal 2025 al 2030, l’idrogeno dovrà diventare una parte intrinseca di un sistema energetico integrato con l’obiettivo strategico di installare almeno elettrolizzatori per 40 GW di energia rinnovabile a idrogeno entro il 2030 e produrre fino a 10 milioni di tonnellate di energia rinnovabile l’idrogeno nell’UE.